Pratiche Materiali


I rifiuti rappresentano un problema ambientale, sociale ed economico della massima urgenza. L'aumento dei consumi e lo sviluppo economico continuano a generare grandi quantità di rifiuti, comportando la necessità di maggiori sforzi di riduzione e prevenzione. Mentre in passato i rifiuti erano visti come qualcosa da buttare, oggi sono considerati sempre più come una risorsa; ciò si riflette nel passaggio, a livello di gestione dei rifiuti, dallo smaltimento al riciclaggio e al recupero.

Quanti più materiali si riescono a recuperare dagli scarti delle lavorazioni e dai rifiuti generati nell’ambito dalle attività produttive tanto più si liberano risorse anche sociali per una crescita esponenziale dell’economia circolare e il settore della green economy trae vantaggi competitivi e si incrementa.

Lo sviluppo di pratiche efficienti di recupero e riciclaggio di materiali diventano il volano per nuove iniziative imprenditoriali eco-sostenibili e concorrono alla creazione di nuova occupazione.

Questa è la nostra missione, queste sono le direttrici su cui si muovono le proposte, i progetti e le azioni dialtrimenti Pratiche Materiali”.


Gli attuali modelli gestionali (di fatto gestiti in condizioni di monopolio) sono basati principalmente sulle raccolte differenziate degli imballaggi ma non funzionano perché sono finalizzati solo all'aumento della raccolta differenziata e non dell'effettivo riciclo. 

Nonostante le indicazioni comunitarie, quando parliamo di raccolta differenziata ci riferiamo ancora agli imballaggi provenienti dalle raccolte domestiche piuttosto che ai materiali riciclabili trascurando una quantità rilevante di materiali, che vanno a costituire i rifiuti urbani indifferenziati, rappresentati dai beni post-consumo prodotti, in particolare, dalle utenze non domestiche.

Per perseguire obiettivi finalizzati a favorire e incrementare il recupero e il RICICLAGGIO dei materiali da imballaggio quali vetro, carta e cartone, plastica e alluminio, è necessario creare e promuovere:

• lo studio e la ricerca sulla “chiusura del ciclo” al fine di minimizzare i costi dei materiali recuperati dai rifiuti per farli rientrare nel circolo della produzione;

• lo studio e la ricerca sul minor impatto ambientale della filiera del riciclo;

• la nascita e lo sviluppo di filiere che valorizzino le materie prime seconde differenziate;

• lo sviluppo di una piattaforma regionale di contrattazione di questi materiali sulla base del “principio di prossimità” ovvero una “filiera corta del riciclo” che consenta di ridurre i percorsi delle materie seconde all’interno del ciclo produttivo;

• le attività produttive che convertono le loro attività verso metodologie di sostenibilità;

• la costituzione di accordi di programma fra le associazioni di categoria e gli Enti locali per progetti mirati alla raccolta e alla valorizzazione di frazioni di rifiuti prodotti dalle attività, ottenendo così la piena valorizzazione sia economica che qualitativa dei materiali; la creazione di circuiti a filiera corta; la creazione di economie e occupazione locale; il controllo dei flussi.

Attraverso l’attivazione di “micro raccolte puntuali” presso le sedi delle piccole e medie imprese, siano esse di natura commerciale, artigianale o di servizi, sarà possibile incrementare sia la quantità sia la qualità di materiali da destinare al riciclaggio elevando nel contento la quota percentuale del recupero.

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Fonti:
Agenzia europea dell’ambiente
"Perché i rifiuti urbani sono una risorsa (economica)" - Maria Ioannilli - Università di Roma Tor Vergata - presidente ICIPIT, Iniziative Civiche per le Politiche Identiarie Territoriali- Nov. 2013.

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