04 gen 2016

XI Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano

Il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ISPRA/ARPA/APPA) il 16 dicembre 2015 ha presentato l'XI Rapporto “Qualità dell'ambiente urbano” edizione 2015.
Nell’edizione 2015 i dati delle principali tematiche ambientali sono riferiti a 85 Comuni capoluogo di provincia, con popolazione superiore ai 40.000 abitanti, e a tutti i capoluoghi di regione. L’obiettivo è quello di rendere disponibile l’informazione ambientale a livello nazionale.
Il Rapporto è suddiviso in nove capitoli che corrispondono ad altrettante macro aree tematiche (clicca sui titoli in grassetto per scaricare i relativi report in PDF oppure clicca qui per scaricare tutta la pubblicazine):


Fattori sociali ed economici
Il capitolo analizza gli indicatori che incidono maggiormente sul consumo delle risorse e sulla qualità dell’ambiente.
Il 28% della popolazione totale del Paese risiede negli 85 comuni oggetto di studio, che coprono il 5,5% della superficie nazionale, con una densità abitativa che vede nell’Aquila il valore minimo (148 abitanti per km2) e in Napoli, Milano e Torino i valori più alti (rispettivamente, 8.220, 7.360 e 6.898 abitanti per km2).
Dal 2009 al 2013 si è assistito a una crescita del numero di esercizi turistici; i valori più alti di intensità turistica, che sono registrati da Bolzano, Rimini e Venezia, vanno, ovviamente, a incidere sulla produzione totale di rifiuti urbani.

Suolo e territorio
In tutte le città analizzate gli indicatori evidenziano un elevato consumo di suolo, con i valori più alti registrati a Roma e Milano, mentre quelli più bassi nei Comuni di Savona e Aosta, con una superficie di suolo consumato inferiore agli 800 ettari.
Le condizioni di urbanizzazione del territorio e di uso del suolo sono rilevanti anche per gli effetti degli eventi meteorici intensi. Negli ultimi quindici anni circa sono state censite 13.519 frane nel territorio degli 85 Comuni oggetto di studio del Rapporto, con un indice di franosità percentuale pari al 2,3%, con un numero di abitanti esposti stimato in 73.316.

Natura urbana
L’importanza di aree verdi per la qualità dell’ambiente urbano è analizzata attraverso indicatori quali, ad esempio, la percentuale di verde pubblico sulla superficie comunale (meno del 5% in 64 comuni), e la disponibilità pro capite (superiore ai 30 m2/ab in quasi metà delle città studiate).
Per la percentuale di aree protette sulla superficie comunale, 15 Comuni fanno rilevare più di un quarto del territorio coperto da questa tipologia di verde; la città con la più alta percentuale di verde (verde pubblico + aree naturali protette) è Messina.
La preservazione del patrimonio boscato è messa in pericolo dagli incendi: dal 2009 al 2013 se ne sono verificati 1.658, per un totale di oltre 18.000 ha di superficie interessata, circa metà della quale boscata.

Rifiuti
Nelle città oggetto di indagine si è registrata, dal 2012 al 2014, una diminuzione della produzione di rifiuti urbani del 2,4%; la città che nel triennio ha fatto registrare la diminuzione maggiore è Treviso (-19,9%), mentre a Bologna e Trani si è assistito a un incremento di più di 8 punti percentuale.
Per la raccolta differenziata i dati del 2014 descrivono una situazione che corrisponde, per le 85 città, a un contributo pari al 27% del totale nazionale (quasi 36 milioni di tonnellate), con città che vanno ben oltre il 70%, come Pordenone e Trento, e altre che non raggiungono il 10% (come Catania, Reggio Calabria, Palermo, Messina, Catanzaro, Foggia e Siracusa).

Acque
La situazione relativa al consumo di acqua per uso domestico vede i valori più alti registrati a Catania (230,3 litri per abitante al giorno), seguita da Treviso, Milano, Catanzaro, Pavia, Crotone, Udine e quelli più bassi ad Arezzo (110,4 litri abitante al giorno), Prato, Pistoia, Andria, Foggia, Barletta e Livorno. I dati sulle perdite di rete evidenziano la criticità della situazione: 31 delle 85 città oggetto di studio superano la dispersione media nazionale, che corrisponde al 37,4%.
I corpi idrici superficiali, in riferimento al triennio 2010-2012, raggiungono l’obiettivo “buono” solo nel 24% dei casi per lo stato ecologico, mentre per lo stato chimico si arriva all’83%.
Per le acque di balneazione, il 94,4% di tutte quelle valutate è risultato almeno “sufficiente”; in particolare, l’89,6% delle acque è classificato come “eccellente” e solo l’1,9% come “scarso.

Qualità dell’aria
Per quanto in un gran numero di aree urbane non siano stati rispettati diversi obiettivi che riguardano i limiti per il PM10, il Biossido di azoto (NO2) e l’Ozono, nel corso del 2014 si è registrata una lieve diminuzione dei livelli di PM10 e NO2, oltre al sostanziale rispetto del valore limite annuale per il PM2.5 (unica eccezione l’agglomerato di Milano).
Per benzene, arsenico, cadmio e nichel i limiti sono stati rispettati in tutte le 85 città oggetto di studio mentre a Torino, Bolzano e Terni è stato superato il valore obiettivo per il benzo(a)pirene.
Si rileva inoltre che per buona parte dell’anno il polline allergenico è presente nell’aria delle città oggetto di studio.

Trasporti e mobilità
Per l’anno 2014 Roma è risultata la città con il maggior numero di auto in circolazione, pari a 1.570.369 (circa il 4% del parco auto di tutta Italia); Aosta e Imperia chiudono invece la classifica, con una circolazione di poco più di 20.000 auto ognuna.
L’indicatore domanda e offerta di TPL (Trasporto Pubblico Locale) segnala Roma come il comune con il più alto valore (circa 1.258 milioni di passeggeri trasportati), seguito da Milano, Torino, Venezia e Genova.
Riguardo agli incidenti stradali, nel 2013 si è registrata una diminuzione nel 56% delle 85 città oggetto di studio, mentre nel restante 44% si è assistito a un aumento.
Il 72% degli incidenti avviene in ambito urbano e Roma, Milano, Genova, Torino e Firenze sono state le città con il maggior numero di incidenti in assoluto per tutti gli anni dal 2006 al 2013.

Esposizione all'inquinamento acustico
Per il 2014 si rileva una flessione nel numero di controlli, quasi tutti avvenuti a seguito di segnalazione di cittadini, corrispondente a –17% rispetto al 2013.
Le sorgenti più controllate sono le attività di servizio e/o commerciali, seguite a distanza dalle attività produttive e dalle infrastrutture stradali. Nel 2014, per più della metà dei controlli effettuati è stato rilevato un superamento dei limiti normativi, con un aumento del 3% rispetto al 2013.
Tra gli strumenti di pianificazione, il Piano di classificazione acustica del territorio comunale risulta approvato in 58 città delle 85 individuate nel Rapporto (68%); in particolare hanno approvato il Piano l’84% dei comuni del Nord, l’88% di quelli del Centro e solo il 41% dei comuni del Mezzogiorno.

Azioni e strumenti per la sostenibilità locale e per il clima
Secondo le modalità di rilevazione del Progetto GELSO (GEstione Locale per la SOstenibilità) di ISPRA vengono proposte alcune delle esperienze più significative, considerabili buone pratiche, realizzate dalle 85 città oggetto di studio del Rapporto.

Fra gli strumenti volontari adottati dai Comuni, il Patto dei Sindaci, l’iniziativa che mira al coinvolgimento degli Enti locali nella lotta al cambiamento climatico, risulta fra i più diffusi, con 3.565 Comuni aderenti. Per la certificazione ambientale EMAS, il confronto con i dati europei fa rilevare che gli enti pubblici italiani risultano leader in questo settore, con 233 Autorità Locali registrate. Per il Regolamento Ecolabel UE, le regioni italiane con il maggior numero di licenze totali (prodotti e servizi) risultano essere il Trentino Alto Adige, la Toscana e la Puglia.

Nessun commento :

Posta un commento